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Casa Regis a Mosso ospita una mostra collettiva, coordinata con SLOWARTDAY (www.slowartday.com), evento d'arte di crescente importanza internazionale. Il concetto è di "inclusività radicale": chiunque può entrare in un rapporto con l'opera d'arte. Occorre prendersi il tempo di osservare davvero l'arte davanti a noi, senza prima appoggiarsi ad un testo critico o nemmeno un titolo. La parte esplicativa, accompagnata da un tè nel giardino, è prevista dopo, con una conversazione, con un incontro coll'artista, con qualche parola dalla curatrice.

 

Il nome della mostra è semplicemente SLOW ART. Solo 5 opere, una per stanza, riservata ad un visitatore alla volta, per un tempo di 10 minuti. Cinque anche gli artisti in mostra, molto diversi tra loro: Daniele Basso, Sissi Castellano, Michela Cavagna, Carla Crosio e L. Mikelle Standbridge.

 

Chi ha intenzione di visitare la mostra, però, dovrebbe interrompere la lettura ora!

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Di seguito infatti sono svelati brevi cenni d'introduzione sugli artisti ed il loro lavoro, tutti scelti per la loro capacità d'integrarsi con lo spazio in armonia col palazzo del 700', dando vita a un percorso visivo sinergico/sinestetico, dov'è lo spettatore, la sedia, l'atmosfera della stanza e l'opera sono interdipendenti.

 

Lo scultore Daniele Basso, noto per i lavori in metallo lucidato a specchio, presenta "Achill(a)/Progetto Frame" in cui "Specchiarsi - spiega - è un gesto ancestrale, a cavallo tra pubblico e privato, che ha dato origine alla società".

 

L'opera di Sissi Castellano, "Non Sono Un'Artista", è un'installazione di bozzoli di seta tinti con colori vegetali. "Faccio parte di quel gruppo di persone - racconta - che seguono la filosofia “Mingei”, nata negli anni ’20 in Giappone per opera di Soetsu Yanagi, che riconosce come bella e degna di attenzione la creazione di oggetti che faranno parte della vita quotidiana e delle sue necessità".

 

L'opera di Fiber Artist di Michela Cavagna, propone una grande installazione tessile, intitolata "Nascita", che fluttua appesa e fa parte di un ciclo di tre opere che s'ispirano all'antico racconto russo di Vassilissa, una storia d'iniziazione femminile.

 

Con l’opera "Cancro", installazione parziale in marmo, bronzo e vetro, l’artista Carla Crosio ci illustra il suo personale vissuto e c'incoraggia ad affrontare le vicende impegnative che la vita ci riserva.

 

L. Mikelle Standbridge, artista che parte dalla fotografia, presenta una scultura tecnica, un oggetto ibrido fra arte e scienza, intitolato "Dominio Pubblico".